GRAZIE!

In queste ultime dodici ore abbiamo ricevuto centinaia di messaggi, pensieri, ricordi. A tutte e tutti va il nostro ringraziamento più sincero. Stefano aveva immaginato Amaranto come qualcosa che andasse oltre il tipico ristorante, Aveva immaginato un luogo dove il cibo diventasse racconto, ricerca, relazione e anche atto politico.

Quell’idea non si ferma.

Angela e tutto lo staff porteranno avanti questo sogno che era di entrambi. Con la stessa passione, la stessa ostinazione gentile, lo stesso desiderio. La presenza fisica di Stefano mancherà, e mancherà molto. Ma il suo spirito generoso, il suo sorriso, il modo in cui sapeva accogliere le persone e immaginare nuovi percorsi in cucina continueranno a camminare con noi.

Vi aspettiamo qui, per continuare insieme questo cammino e a fare quello che Stefano amava: accogliere.

Ciao Ste!

Nel 2013, quando Stefano aprì Amaranto, l’unico ristorante 100% vegetale di Ravenna (unico allora, unico ancora oggi), in pochi avrebbero scommesso su quell’idea. Lui invece ci credeva davvero, mosso da una visione etica prima ancora che gastronomica: niente sofferenza sugli animali, niente compromessi sul pianeta, e nessuna rinuncia al gusto.

Aveva capito una cosa che in pochi sanno fare: per reinventare la tradizione bisogna prima amarla profondamente. I passatelli in brodo, la lasagna, i cappelletti al ragù, li conosceva meglio di chiunque altro, e proprio per questo riusciva a riproporli in chiave vegetale senza che mancasse nulla. Poi allargava lo sguardo fuori dai confini, la sua idea cucina era un viaggio continuo, curioso, generoso.

Ha incontrato anche diffidenze e ostacoli ma ha continuato lo stesso per la sua strada. Con dedizione, con competenza, e con quel sorriso che chi lo ha conosciuto ricorda ancora con una nitidezza quasi fisica.

Certe volte basta un piatto per cambiare il modo in cui si guarda il mondo. Stefano lo sapeva. E lo ha dimostrato per più di dieci anni. Cappelletto dopo cappelletto.

Ciao Ste.