Pasqua 2026 con noi

Pasqua arriva piano assieme alla Primavera, con la luce che si allunga, l’aria che cambia, e quella voglia di stare insieme attorno ad una tavola. Per questa occasione abbiamo immaginato un menù dedicato, pensato per attraversare la stagione, i suoi colori e i suoi sapori.

E per chi non riesce a scegliere (giustamente), c’è la possibilità di lasciarsi andare a una vegustazione: un percorso che raccoglie tutti i piatti, uno dopo l’altro, come piccoli capitoli della stessa storia.

Vi aspettiamo a tavola.
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GRAZIE!

In queste ultime dodici ore abbiamo ricevuto centinaia di messaggi, pensieri, ricordi. A tutte e tutti va il nostro ringraziamento più sincero. Stefano aveva immaginato Amaranto come qualcosa che andasse oltre il tipico ristorante, Aveva immaginato un luogo dove il cibo diventasse racconto, ricerca, relazione e anche atto politico.

Quell’idea non si ferma.

Angela e tutto lo staff porteranno avanti questo sogno che era di entrambi. Con la stessa passione, la stessa ostinazione gentile, lo stesso desiderio. La presenza fisica di Stefano mancherà, e mancherà molto. Ma il suo spirito generoso, il suo sorriso, il modo in cui sapeva accogliere le persone e immaginare nuovi percorsi in cucina continueranno a camminare con noi.

Vi aspettiamo qui, per continuare insieme questo cammino e a fare quello che Stefano amava: accogliere.

Ciao Ste!

Nel 2013, quando Stefano aprì Amaranto, l’unico ristorante 100% vegetale di Ravenna (unico allora, unico ancora oggi), in pochi avrebbero scommesso su quell’idea. Lui invece ci credeva davvero, mosso da una visione etica prima ancora che gastronomica: niente sofferenza sugli animali, niente compromessi sul pianeta, e nessuna rinuncia al gusto.

Aveva capito una cosa che in pochi sanno fare: per reinventare la tradizione bisogna prima amarla profondamente. I passatelli in brodo, la lasagna, i cappelletti al ragù, li conosceva meglio di chiunque altro, e proprio per questo riusciva a riproporli in chiave vegetale senza che mancasse nulla. Poi allargava lo sguardo fuori dai confini, la sua idea cucina era un viaggio continuo, curioso, generoso.

Ha incontrato anche diffidenze e ostacoli ma ha continuato lo stesso per la sua strada. Con dedizione, con competenza, e con quel sorriso che chi lo ha conosciuto ricorda ancora con una nitidezza quasi fisica.

Certe volte basta un piatto per cambiare il modo in cui si guarda il mondo. Stefano lo sapeva. E lo ha dimostrato per più di dieci anni. Cappelletto dopo cappelletto.

Ciao Ste.

Il risotto che racconta l’inverno con un colore solo: l’oro

Ci sono piatti che non hanno bisogno di effetti scenici, il nostro Risotto Dorato nasce così, ma dal desiderio di lavorare su un colore e farlo diventare sapore. La zucca viene cotta lentamente, fino a diventare crema. Lo zafferano entra in punta di piedi e poi resta, profondo, avvolgente. I porcini chiudono il cerchio con la loro nota terrosa, quasi selvatica, che tiene tutto in equilibrio.

È un risotto costruito per stupire al primo sguardo, un piatto che si apre cucchiaiata dopo cucchiaiata. Prima senti la dolcezza, poi la speziatura calda, poi il bosco. E alla fine capisci che quei tre ingredienti stavano parlando la stessa lingua. Lo prepariamo espresso, come ogni risotto dovrebbe essere. Perché certe consistenze non si improvvisano e non si rincorrono.

Se ami i sapori netti, stagionali, che raccontano un tempo preciso dell’anno, questo è il momento giusto per assaggiarlo.

Due cuori e un San VegValentino

Abbiamo costruito un menù speciale che gioca su colori, consistenze e contrasti. Piatti che flirtano tra loro, abbracciano la tradizione e strizzano l’occhio alla ricerca del gusto. Tutto vegetale, tutto curato, tutto al punto giusto. È una cena per chi ha voglia di stare a tavola con calma, brindare e lasciare che siano i piatti a fare conversazione.
Per chi festeggia l’amore, certo. Ma anche per chi festeggia il mangiare bene, insieme.

EDIT 10 Febbraio:
I tavoli sono pieni, le prenotazioni chiuse, l’attesa ormai è solo nei piatti. E che piatti. Qualche sera fa abbiamo provato in anteprima le pietanze e siamo riuscite a fare giusto un paio di foto.
Rose rosse per te
Ravioli ripieni a forma di rosa, fonduta di Brie vegetale che li avvolge, mandorle tostate che tengono il ritmo, scintille di lamponi che accendono il finale. Un primo davvero audace.

Sdraiati sul tappeto rosa
Straccetti di seitan su base di riso rosa, crema di lamponi e insalatina di radicchio rosso. Morbido, contrastato, deciso. Un secondo, e contorno, che chiude il cerchio su una serata di passione culinaria. Siamo felici e grate con chi ha prenotato e ha scelto di passare da noi questa serata. Per chi è rimasto fuori: buon San Valentino, anche se non sarà speciale come il nostro.

Timballo Cremoso

Il Timballo Cremoso è uno di quegli antipasti che sembrano tranquilli, ma non lo sono affatto. Dentro c’è il verde intenso del cavolo nero, la dolcezza piena della zucca, la rotondità delle patate e l’aglio che fa il suo lavoro senza alzare la voce. Sopra, una colata morbida di formaggio veg che non vuole imitare nessuno, vuole solo essere buono, e questo lo è davvero tanto.

È un piatto compatto, costruito senza effetti speciali, solo ingredienti di stagione messi in ordine, con pazienza e un certo rispetto per il tempo che serve a farli incontrare al meglio.
Comfort sì, ma con carattere.

Cena benefit con CLAMA ODV

Un piatto dopo l’altro, costruiremo insieme qualcosa che va oltre la tavola: sostegno concreto per gli animali seguiti da CLAMA, cure, riparo, possibilità. Il menù è già stato svelato, i posti stanno volando e la serata non tornerà indietro come un replay.

Se vuoi esserci, prenota ora. Davvero: fallo adesso, così possiamo preparare un posto anche per te a questa piccola rivoluzione gentile. 🌱

Strangolapreti in Trentino

C’è chi dice che in Trentino abbiano due talenti innati: trasformare il pane raffermo in poesia e dare ai piatti nomi che farebbero sobbalzare chiunque. Gli “strangolapreti” ne sono la prova vivente.
Da noi li trovi in versione rassicurante: morbidi bocconi di pane e spinaci, adagiati in burro e salvia come in una coperta calda, e il Gondino che chiude il cerchio con quella grattugiata decisa da veterano della cucina saporita.

Un piatto rustico, schietto, che profuma di cucine di montagna e storie raccontate intorno al tavolo. Niente paura: non ti strangola, l’unica cosa che rischi è di volerne un altro.

Oggi per te… un Tempeh Glacé

C’è un ingrediente che racconta il tempo, la fermentazione, la pazienza: il tempeh.
Nato in Indonesia, è una piccola meraviglia di soia fermentata che racchiude tutto il gusto “umami” della tradizione orientale e la consistenza che conquista anche i più scettici. Nel nostro Tempeh Glacé incontra i funghi, la verza e un equilibrio quasi zen di burro d’arachidi, miso e sciroppo d’acero.
Un gioco di contrasti: dolce e sapido, morbido e croccante, Oriente e Occidente.
Non un piatto da “provare”. Un piatto da ricordare. 🌿

Un Autunno di Cremosità

È arrivata la stagione dei colori caldi, dei profumi avvolgenti e dei piatti che scaldano il cuore.
La nostra Cremosità d’Autunno è un abbraccio nel piatto: una vellutata di zucca, patate dolci e zenzero, completata da semi di zucca croccanti e crostini dorati da accompagnare.
Un equilibrio tra dolce e speziato, morbido e croccante — un inno ai sapori autentici della stagione, da gustare lentamente, cucchiaio dopo cucchiaio. 🧡